La dieta Mediterranea e la malattia di Parkinson: evidenze dalla ricerca scientifica
La malattia di Parkinson rappresenta una delle patologie neurodegenerative più diffuse, con un preoccupante aumento dell'incidenza globale del 155,51% negli ultimi 30 anni.
Mentre la patogenesi esatta rimane ancora poco chiara, numerosi studi suggeriscono che i fattori ambientali modificabili, come l'alimentazione, possano giocare un ruolo significativo nella prevenzione e nella gestione di questa condizione.
Tra i vari modelli alimentari, la dieta Mediterranea (MD) emerge come uno dei più promettenti nella protezione contro il Parkinson.
Una recente meta-analisi pubblicata sul Journal of Nutrition, Health and Aging ha esaminato sistematicamente l'associazione tra l'aderenza alla dieta Mediterranea e l'incidenza della malattia di Parkinson.
Questo importante studio ha analizzato dati provenienti da 12 studi osservazionali che hanno coinvolto oltre 314.000 partecipanti, fornendo risultati di grande interesse per la comunità scientifica e nutrizionale.
Risultati principali
I risultati sono estremamente significativi:
- Un'elevata aderenza alla dieta Mediterranea è associata a una riduzione del 25% del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson rispetto a una bassa aderenza (OR: 0,75; 95% CI: 0,66-0,84)
- Per la malattia di Parkinson conclamata, l'alta aderenza alla dieta Mediterranea è associata a una riduzione del 17% del rischio (OR: 0,83; 95% CI: 0,74-0,94)
- Per il Parkinson prodromico (pPD), l'effetto protettivo è ancora maggiore, con una riduzione del 33% del rischio(OR: 0,67; 95% CI: 0,59-0,76)
- L'effetto protettivo è più marcato nelle persone di età inferiore ai 60 anni (OR: 0,70; 95% CI: 0,62-0,78) rispetto a quelle di età superiore ai 60 anni (OR: 0,86; 95% CI: 0,74-0,99)
Meccanismi di protezione della dieta Mediterranea
La dieta Mediterranea è caratterizzata da un elevato consumo di verdure, legumi, frutta, cereali integrali e olio d'oliva,
un consumo moderato di pesce, pollame, frutta secca e latticini, e un basso consumo di carne rossa.
Diversi meccanismi possono spiegare l'effetto protettivo di questo pattern alimentare:
Effetti anti-infiammatori e antiossidanti
La dieta Mediterranea è ricca di polifenoli, carotenoidi e vitamine che possono:
- Inibire l'aggregazione dell'α-sinucleina, una proteina chiave nella patogenesi del Parkinson
- Sopprimere l'attività della chinasi LRRK2, implicata nello sviluppo della malattia
- Proteggere i neuroni dopaminergici dalla degenerazione
- Ridurre la neuroinfiammazione, un processo centrale nella progressione della malattia
Componenti specifici come l'idrossitirosolo presente nell'olio d'oliva hanno dimostrato di prevenire la morte cellulare neuronale, mentre i polifenoli dell'uva e del vino rosso possono inibire la generazione di proteine patogene nell'intestino e nel cervello.
Modulazione dell'asse intestino-cervello
La dieta Mediterranea influenza positivamente il microbiota intestinale, promuovendo:
- La crescita di batteri benefici e riducendo i batteri patogeni
- La produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) derivati dalla fibra alimentare
- Effetti anti-infiammatori mediati dall'attivazione delle cellule T regolatorie
- Una migliore funzione della barriera intestinale
Questi effetti sono particolarmente rilevanti considerando il crescente riconoscimento del ruolo dell'asse intestino-cervello nella patogenesi del Parkinson.
Miglioramento della funzione mitocondriale
La disfunzione mitocondriale è un altro meccanismo chiave nella patogenesi del Parkinson. I componenti della dieta Mediterranea possono:
- Regolare l'autofagia mitocondriale attraverso le vie AMPK/SIRT1/mTOR
- Aumentare la produzione di ATP
- Mantenere l'omeostasi proteica dell'α-sinucleina
- Inibire il rilascio di citochine pro-infiammatorie
Considerazioni pratiche per la nutrizione clinica
La meta-analisi evidenzia diversi aspetti di particolare interesse per i nutrizionisti:
Prevenzione precoce: L'effetto protettivo della dieta Mediterranea è più marcato nelle fasi prodromiche della malattia, suggerendo l'importanza di interventi nutrizionali precoci.
Fattore età: L'effetto protettivo è più significativo nelle persone di età inferiore ai 60 anni, evidenziando l'importanza di promuovere questo pattern alimentare prima dell'insorgenza di sintomi neurologici.
Differenze di genere: È stata osservata una maggiore protezione nelle donne (OR: 0,66; 95% CI: 0,53-0,82) rispetto agli uomini (OR: 0,83; 95% CI: 0,55-0,94), suggerendo possibili interazioni con fattori ormonali.
Adattabilità culturale: Nonostante le differenze negli ingredienti e nei metodi di preparazione tra le diverse regioni geografiche, studi provenienti da Asia, Europa e America mostrano tutti una correlazione negativa tra l'aderenza alla dieta Mediterranea e il rischio di Parkinson.
Implicazioni per la pratica clinica
I risultati di questa meta-analisi suggeriscono che l'aderenza alla dieta Mediterranea potrebbe rappresentare una strategia nutrizionale efficace e relativamente semplice da implementare per ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. In particolare, il suo effetto protettivo marcato nella fase prodromica della malattia evidenzia il potenziale ruolo preventivo di questo pattern alimentare.
La dieta Mediterranea, con il suo profilo nutrizionale ricco di antiossidanti, composti anti-infiammatori e acidi grassi prevalentemente insaturi, offre un approccio nutrizionale completo che può influenzare positivamente molteplici meccanismi patogenetici del Parkinson.
In conclusione, la promozione dell'aderenza alla dieta Mediterranea rappresenta una strategia preventiva promettente contro la malattia di Parkinson, particolarmente efficace se adottata precocemente e mantenuta nel tempo. I nutrizionisti hanno quindi un ruolo chiave nel sensibilizzare sia la popolazione generale sia i soggetti a rischio sull'importanza di questo pattern alimentare nella protezione della salute neurologica.
Link all'articolo: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39693849/